IL MIO PRIMO SELLARONDA IN BICI

Il mio prima Sellaronda in bici è stato domenica 12 agosto. Partenza da Selva e giro orario: Passo Gardena, Passo Campolongo, Passo Pordoi, Passo Sella per complessivi 65 km circa e un’ascesa aggregata complessiva di circa 2.000 mt. Ci ho messo tantissimo, poco più di 4 ore e 30 minuti di movimento effettivo, ma per me l’importante era farcela. Avevo sotto il sedere la mia prima bici da corsa da poco più di un mese e solo una decina di uscite di allenamento.

DA SELVA AL PASSO GARDENA
La prima arrampicata va dai 1.563 mt. di Selva ai 2.137 mt. del Passo Gardena, per un totale di 11 km. I primi 5 servono per raggiungere il bivio dove inizia davvero il Sellaronda: a sinistra verso il Passo Gardena, a destra verso il Passo Sella. L’ascesa la conosco a memoria: l’ho fatta 3 volte per allenarmi. All’uscita di Selva una discreta pendenza porta a Plan, poi un’altra salitella, un tornante verso destra, un drittone fino a Plan de Gralba, si superano alcuni alberghi, e infine altri due tornanti: il bivio è a 1.800 mt. circa.
Da qui la salita è costante ma non eccessiva, un tornante ancora verso destra immette verso il dritto di fronte al Ristorante Gerhard (ultima possibile sosta prima del passo, con vista bellissima verso il Sasso Lungo) e in pochi minuti si è in cima alla Sela de Culac a 2.018 mt. Da qui iniziano 3 km di falso piano, proprio alle pendici del Sella, che portano verso i tornanti finali: il Passo è perfettamente visibile sullo sfondo. I tornanti finali, anche se appaiono come un piccolo “muro” sono poca cosa e in una decina di minuti si è arrivati.

DAL PASSO GARDENA AL PASSO CAMPOLONGO
Il Passo Gardena ha una bella vista sia verso il Sasso Lungo, sia verso la Val Badia: in fondo, a valle, si vede l’arrivo della lunga discesa, Corvara, a cui si giunge dopo aver attraversato Colfosco.
E’ il momento della scelta: andando verso Corvara inizia la sfida. La discesa non è impegnativa, la strada larga, anche se l’asfalto non è perfetto e qualche buca può creare problemi.
La strada che scende dal Passo Gardena finisce ad un bivio in centro a Corvara: a sinistra la Val Badia, a destra l’ascesa al Passo Campologo. La strada di impenna subito, già al centro di Corvara, ma l’ascesa è abbordabile perchè si passa dai 1.522 mt. di Corvara ai “soli” 1.875 mt. del Passo Campolongo, a cui si giunge anche dopo un breve tratto di falso piano.

DAL PASSO CAMPOLONGO AL PASSO PORDOI
Passo Campolongo è piuttosto anonimo, senza grandi “viste”, e già monta l’impazienza di affrontare la salita al mitico Pordoi. In poco tempo si compie la semplice discesa verso i 1.601 mt. di Arabba, al cui termine si trova l’ennesimo bivio: a sinistra si va a Cortina salendo i 27 km del passo Falzarego, a destra iniziano i 9 km che portano ai 2.239 mt. del Passo Pordoi.
L’ascesa inizia subito, costante, scandita dai 33 tornanti segnati in numero progressivo e con il riferimento dell’altezza raggiunta. Ascendendo al 22esimo tornante, a circa 1.950 mt. di altezza, il Passo appare in alto, sulla destra, in tutta la sua storica bellezza. Purtroppo appare davvero troppo in alto, perchè ci sono ancora 300 mt. di dislivello da affrontare e più o meno la metà dei km. I tornanti, quasi tutti in falsopiano, consentono comunque di tirare un po’ il fiato, e due brevi gallerie (realizzate per gli impianti invernali di risalita) annunciano l’imminente arrivo.

DAL PASSO PORDOI AL PASSO SELLA
In cima al Pordoi si ha la sensazione di essere nella storia del ciclismo. Il primo albergo in cima al passo che si incontra salendo da Arabba (Hotel Savoia) ha al suo interno, appesi al muro, foto e quadri con ritagli di giornale dell’epoca che raccontano le gesta di Fausto Coppi sul Pordoi. Un monumento posto dalla città di Canazei sulla linea del traguardo del Pordoi celebra le gesta del grande Fausto. Il Passo Pordoi è un po’ “rimineggiante” (c’è anche una bacarella che vende abbigliamento da montagna), dovuto anche al fatto che da lì parte la funivia (sulla destra) che porta vagonate di turisti (pare che sia una tappa delle comitive di giapponesi in visita a Venezia) ai 2.950 mt. del Sass Pordoi. Ma nelle giornate di sole, il gran numero di ciclisti presenti consegna alle cose la giusta dimensione d’importanza.
Il bivio che porta al Passo Sella è a metà della discesa che dal Pordoi conduce a Canazei. A circa 1.800 mt di altezza, (troppo in basso per le forze rimaste!) la strada si divide e a destra si svolta verso i 2.244 mt. del Passo Sella. Dopo un tratto pianeggiante in corrsipondenza del Ristorante Pian de Schiavaneis, la strada si impenna parecchio: sarà la fatica che si fa sentire, sarà perchè le pendenze sono davvero dure (anche fino all’11%), sarà perchè i tornanti non sono così d’aiuto per tirare un po’ il fiato, beh, la salita risulta davvero dura.
L’arrivo al Sella è una grande soddisfazione e il Sasso Lungo appare di nuovo in tutta la sua bellezza. Se si vuole concedersi un meritato riposo, meglio procedere un centinaio di metri più sotto, scendendo verso Selva, dove il Rifugio Sella (2.180 mt.) offre delle torte eccezionali.
Non rimane che la discesa verso Selva, anche qui con un occhio alle imperfezioni dell’asfalto, soprattutto nella prima parte della discesa, prima del bivio verso il Passo Gardena. Le salite sono finite e questa discesa è forse la più spensierata. Esattamante all’ingresso di Selva, letteralmente mi esplode la gomma davanti (a casa trovo un taglio interno della camera d’aria di almeno 1 cm). Fortunato, poteva capitarmi a metà del giro. Ma poteva anche non capitarmi…
Ermanno

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