UNA CARTOLINA DA PARIGI

Sono stato giovedì e venerdì scorsi a Parigi. La città è sempre tremendamente bella e anche se la sede di Eurosport è leggermente in periferia, a Issy-Les-Moulineax, cerco sempre di ritagliarmi una cena in centro. Di solito soprattutto nel quartiere di Saint Germain, vivo fino a tarda sera (nelle sere di Champions c’è anche un pub che trasmette le partite delle squadre italiane). Giovedì sono stato in un’altra zona, vicino a place Saint Honorè (zona molto alla moda e per giovani…si scrive così?), ad un aperitivo-compleanno di un’amica del mio collega Fabio – Nathalie – trentenne romana trapiantata nel mondo della tv a Parigi. Mi fa sempre effetto ritrovarmi in mezzo a italiani all’estero: fa quel senso di lontananza, di appartenenza, di comunità, di internazionalità, il tutto mischiato e frullato insieme, come un film. Sono tanti i giovani e in generale gli italiani che lavorano e cercano di farsi valere all’estero. Spesso sono uno di loro – un Cristiano Lucarelli in Ucraina, un Rolando Bianchi al City – e devo dire che questa contaminazione con modi di pensare differenti mi piace molto. Sicuramente ci rende più ricchi, umanamente e culturalmente. Non ricordo quale politico disse una volta che la sua scuola ideale avrebbe dovuto preparare giovani pronti a confrontarsi con l’Europa, con il Mondo, alla ricerca di queste esperienze. Ormai non sono più giovane, ma mi piace l’idea che mio figlio possa avere la possibilità e la voglia farlo.
Conlcudo citando la classica grandeur transalpina. Visto lo svolgimento dei Mondiali di rugby, i francesi hanno pensato bene di illuminare la metà inferiore della Torre Eiffel di verde, come fosse un prato, e di incastonarci nel mezzo un gigantesco pallone. Dal vivo effetto spettacolare.
e.

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