PENDOLARI MI-RO-MI

I voli Milano-Roma (e viceversa) infrasettimanali, soprattutto nell’eccezione “prima mattina – serata”, sono dei veri e propri viaggi di manager pendolari, molto manager snob, poco pendolari nell’eccezione più popolare e metropolitana.
Le due cose combinate propongono caricature di manager rampanti e affermati uomini d’azienda stile “non devo chiedere mai”, purtroppo nemmeno “permesso” negli stretti passaggi della cabina dell’aereo. Oppure stile “non devo aspettare mai”, nemmeno a salire sull’aereo e a sedermi se il posto assegnato non è vicino il finestrino ma giusto all’inizio della fila. Oppure stile “non sa chi sono io”, per saltare una coda o salire sul pulman che porta dall’aeroporto all’aereo e viceversa e piazzarsi davanti alla porta – per essere tra i primi a scendere, quasi che l’aereo possa partire senza qualche passeggero.
E’ una divagazione, figlia di una giornata – quella di oggi – passata sulla tratta Milano/Roma/Milano, anch’io pendolare post-moderno, a volte nauseato dall’italiano medio (ma spesso, purtroppo, up-market) che porta la propria maleducazione anche nei cieli d’Italia.

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