COSA RESTERA’ DI BEIJING 2008

Volevo fare un post su Pechino 2008.
Poi stamattina ho scambiato due chiacchiere con Stefano Benzi, ho letto il suo articolo sul sito di Eurosport e ho deciso che non avevo altro da aggiungere.
Una chicca:
“Quando si vede un lottatore colpire un arbitro con un calcio è giusto pensare alla pena maggiore: perché è una scena detestabile e vergognosamente diseducativa. Soprattutto alle Olimpiadi. Ma onestamente che Rogge si metta a fare la morale a Bolt per la sua esultanza dopo la vittoria nei 100 metri fa ridere: la gioia è gioia ed è sacrosanta se non si manca di rispetto a nessuno. Le dimostrazioni di gioia e di commozione degli altri appartengono anche a noi: tant’è che a nostra volta quando vediamo la commozione di un atleta a nostra volta ci emozioniamo. E credo che sia una delle pià straordinarie dimostrazioni di comunicazione in quest’epoca arida, aggressiva e finta che stiamo vivendo. Bolt ha espresso la sua gioia in modo genuino, divertente ed esplosivo. Come la sua volata da record. Piuttosto… Quando Rogge quattro anni diceva che avrebbe obbligato la Cina a diventare più umana sotto l’aspetto dei diritti civili nessuno di noi ha riso o fatto la morale, magari qualcuno ha semplicemente detto “speriamo”. Che facciamo, ci dobbiamo mettere a ridere ora?”

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