ABDUL GUIBRE

Le cronache di oggi riportano la notizia che nella notte tra sabato 13 e domenica 14 un cernuschese di origini africane, Abdul Guibre, è rimasto ucciso a Milano a seguito di futili motivi. Il ragazzo, 19enne, è italiano a tutti gli effetti perchè nato a Cernusco e proprio nella mia città risiedeva con la famiglia in via don Sturzo: praticamente a 200/300 metri da casa mia.
Non l’ho conosciuto di persona ma leggo che ha fatto parte del CAG Friends dell’oratorio Paolo VI: sicuramente ha visto e vissuto i luoghi che io vedo e vivo quotidianamente.
Quando la cronaca entra così prepotentemente nelle strade del tuo quartiere un poco ti lascia interdetto. Le ultime notizie raccontano che non è stato un omicidio razziale (questa – perlomeno – non è l’incriminazione) eppure fa venire i brividi il solo pensarlo. Mio figlio – all’asilo – ha amici di colore; nelle squadre del GSO ci sono ragazzi di colore; una coppia di miei amici ha adottato una bimba di colore.
Un omicidio per un furto, dunque, di una scatola di biscotti – così dicono i giornali.
Una reazione spropositata ma forse figlia dei nostri tempi.
Beati i costruttori di pace.

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