COME UN TORNADO IN UN PARCHEGGIO DI ROULOTTES

Felice come un tornado in un parcheggio di roulottes. L’immagine non è mia ma di Cricchetto in Cars. Così, però, mi sentivo davvero io a Varese per i Mondiali di Ciclismo. Non potendoci andare per il gran finale di Domenica, ci ho fatto un salto venerdì per la gara degli Under 23. Il Mapei Cycling Stadium era bellissimo e imponenente (anche se venerdì tremendamente vuoto), Varese accogliente, l’atmosfera mondiale (non oso immaginare domenica). Tra un appuntamento di lavoro e l’altro, ho avuto modo di fare un salto in sala stampa, scandagliare il villaggio commerciale, comprarmi la maglietta della nazionale di ciclismo in versione Olimpiadi di Pechino (ho l’immagine di Rebellin che in TV dice – con quella maglietta – che ha più secondi di un orologio. Complimenti, comunque, la maglietta è bellissima), fermarmi ad ogni bancarella dal centro di Varese allo Stadio a vedere merchandising, magliette, modellini; posizionarmi lungo il tracciato per qualche foto ricordo. Mi associo quindi da tifoso ai complimenti per l’organizzazione e l’idea dello stadio.
Mi permetto anche alcune considerazioni da “addetto ai lavori”: negli anni un po’ di occhio critico l’ho sviluppato, per cui sono curioso di vedere se questa edizione dei Mondiali di ciclismo sarà la prima di una nuova era o l’unico tentativo un po’ temerario – e per questo non più replicabile – di fare un salto di qualità dal punto di vista marketing per un evento e uno sport che (sopratutto in questo periodo) in realtà non possono permettersi di fare. La domanda mi era sorta vedendo le tribune vuote il venerdì (e mi immagino negli altri giorni ad esclusione della domenica), il villaggio commerciale con alcuni stand vuoti, il mercandising ufficiale sicuramente migliorabile. Ero rimasto anche dubbioso vedendo gli sponsor della manifestazione: grandi sponsor legati però al territorio (Whirlpool) e al mondo del ciclismo (Mapei) o soprattutto istituzionali (Regione Lombardia, Provincia di Varese, Camera di Commercio di Varese, Comune di Varese, Sea, Aeroporto di Malpensa, Uninsubria, Enel), ma non sponsor capaci di cogliere la forte valenza di comunicazione alle spalle del progetto sviluppato dagli organizzatori (non è una critica, si badi bene: so benissimo la difficoltà di proporre – soprattutto in questo periodo – sponsorizzazioni di eventi sportivi). Infine l’attivazione: mi è parsa molto forte e articolata sul territorio (anche perchè a basso costo di realizzazione), meno forte verso l’esterno (a supporto del turismo verso Varese).
Cito e lascio alla riflessione questo stralcio di articolo tratto dal Corriere della Sera di ieri, pagine della Lombardia, a firma Roberto Rotondo: “Rispetto a Verona 2005 (ndr – l’ultima edizione dei Mondiali di Ciclismo svoltasi in Italia), che chiuse in utile, Varese 2008 chiude in perdita secca. Colpa del Faraonico Cycling Stadium: Abbiamo più di un milione di buco, vedremo come fare, ci penseranno gli sponsor sospira Amedeo Colombo, capo dell’organizzazione e a sua volta sponsor”.
Arrivederci ai Mondiali di Nuoto di Roma 2009!
ps: la foto sul pass di cui sopra è del 2005…

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