ANCORA A PROPOSITO DI SPORT IN ORATORIO

Così parlò il Cardinal Tettamanzi all’Assemblea CSI nel Marzo 2004 (sembra dell’altro giorno…):

Come ho già accennato, tutto ciò avviene spesso in Oratorio, nel vivo del tessuto educativo delle parrocchie.
Che cosa può dare lo sport alla vita e alla missione di un Oratorio? E che cosa la comunità cristiana può e deve garantire agli operatori dello sport in Oratorio?
Credo che, attraverso il vostro servizio sportivo educativo, l’Oratorio possa guadagnare una marcia in più.
Quella che consente di educare le virtù cristiane che si apprendono al catechismo, provando a esercitarle in una palestra di vita. Lo sport, infatti, rappresenta, in maniera più o meno immediata, molte situazioni della vita e accompagna chi lo vive con impegno ad affrontarle gradualmente, con la possibilità di migliorarsi man mano e di imparare anche dagli errori che si commettono.
Inoltre, lo sport in Oratorio è e rimane una efficace opportunità di aggregazione e di coinvolgimento di molte persone, favorendo la crescita dello spirito comunitario anche tra coloro che non avvertono immediatamente l’appartenenza ecclesiale. Infine, l’attività sportiva ben condotta in Oratorio consente l’attivarsi di relazioni educative significative, continuative e durature.
La parrocchia, dal suo canto, non può esimersi dal considerare con serietà quanto i Vescovi italiani hanno espresso con precisa e vigorosa formulazione nella loro Nota pastorale del 1995 su Sport e vita cristiana: «La pastorale dello sport costituisce un momento necessario e una parte integrante della pastorale ordinaria della comunità» (n. 43).
Appartiene dunque proprio alla missione pastorale della parrocchia guardare con interesse e curare con attenzione le realtà sportive che si creano al suo interno o in dialogo con essa. Le persone del CSI – o di altre associazioni sportive – hanno pari dignità con le altre componenti della comunità cristiana e le attività sportive non sono di secondaria importanza nella vita della parrocchia e nella sua progettazione e programmazione educativa e pastorale. Lo sport appartiene a pieno titolo al progetto educativo dell’Oratorio, assumendone onori e oneri.
Ricordiamolo anche quando capitasse che qualche prete o suora responsabile dei nostri Oratori sembra non capirvi o non appassionarsi al vostro servizio educativo.
In realtà, non è che non vi vuole bene o che non si fida di voi. Sa bene che l’Oratorio è più ricco e più vivo se al suo interno c’è una società sportiva autentica, capace di educare attraverso lo sport. Ma non tutti hanno una sensibilità immediata nei confronti dello sport. In tal caso, occorre aiutare il prete o la suora a comprendere l’importanza e l’autenticità di quello che fate. Aiutiamoli fraternamente e con i fatti a comprendere che siamo in Oratorio e ci impegniamo perché amiamo i ragazzi e non solo lo sport. E, per parte vostra, cercate di essere attenti a tutto ciò che l’Oratorio propone per la crescita umana e cristiana dei ragazzi, senza assolutizzare la realtà sportiva, pur coltivandone la piena dignità e ricevendone gli aiuti necessari.

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