MONDIALINI

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Mentre si svolgono in questi giorni a Roma i Mondiali di Nuoto, è interessante sapere che solo nel 2009 si sono svolti (o si svolgeranno) in Italia qualcosa come 25 grandi eventi sportivi (con lo status di Europei o Mondiali): più o meno uno ogni due settimane.
E’ stato stimato che in Italia il giro d’affari del mercato dello sport è di 30 miliardi di euro e solo il turismo sportivo ne muove 5 di miliardi.
E’ innegabile, però, come l’Italia da un po’ di tempo in qua stia perdendo tutte le assegnazioni più importanti per gli eventi dei prossimi 2-4 anni: dagli Europei di calcio 2012 (persi a favore di Polonia-Ucraina!) a quelli di basket del 2010, noi non prendiamo mai gli appuntamenti grossi, quelli che fanno la differenza in termini di comunicazione, marketing, turismo, immagine. E quando li prendiamo (vedi i Mondiali di Roma), ci incartiamo in lungaggini e divergenze politiche che condizionano al ribasso l’impatto dell’evento.
Scarso peso politico nei palazzi delle Federazioni Internazionali? Un sistema Paese che non riesce a fare squadra all’estero? Un’immagine sportiva e di nazione non sempre irreprensibile?
Credo sia innegabile come dal punto di vista dell’organizzazione di grandi eventi, della loro sostenibilità economica e del loro impatto sociale-territoriale (per quanto riguarda l’afflusso di pubblico, bene o male ce la caviamo sempre, vedi i Mondiali di Ciclismo del 2008), solo l’Olimpiade di Torino 2006 possa probabilmente essere ricordata come un successo (pur con tutte le correzioni in corsa apportate).
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