DUBLIN

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La scorsa settimana sono stato al Seminar annuale di Eurosport, quest’anno per la prima volta a Dublino.
Questa nella foto è la mia squadra nell’attività di team Building che l’ultimo giorno ci ha permesso di visitare tutto il centro della città.
I miei appunti sparsi sui tre giorni “dublinesi”:
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– Dublino è molto caratteristica, meta ideale per un weekend lungo, probabilmente non di più. Come dicevano i miei collgehi di Parigi, in 15 minuti l’hai girata tutta (ma loro hanno Parigi come termine di paragone…).
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– L’Irlanda extra-Dublino è esattamente come te la immagini: verde, vento, nuvole e pecore.
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– Se in Italia la crisi economica si è fatta e si fa sentire, a Dublino e in Irlanda forse ancora di più. Passeggiando per la via principale della capitale, sono numerosissimi le persone sedute a chiedere l’elemosina, persone immagino pagate poco per sostenere cartelli pubblicitari, e via dicendo. Significativo l’ufficio di una finanziaria all’angolo dell’isola pedonale chiuso e in ristrutturazione.
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– Venerdì 2 Ottobre era anche la vigilia del referendum sul trattato Europeo di Lisbona. Che questa volta avrebbero vinto i SI era intuibile anche dalla proporzione di cartelli pubblicitari sparsi per la città: ad ogni palo della luce rivestito per il NO ne corrispondevano quattro a favore del SI. Ah, la potenza della comunicazione…
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– Quanto Milano sia diventato uno scalo aereo di Serie B lo dimostra anche il fatto che non è possibile andare/venire a/da Dublino mattina/sera dallo stesso aeroporto: se parti da Linate, torni a Malpensa. Già, e la macchina che ho lasciato a Linate come la recupero? Più comodo Ryanair da Orio al Serio, a patto che sia un viaggio di piacere. Viaggiare per lavoro in mezzo a gruppi di giovani vocianti, ragazze impegante in continue fotoricordo e famiglie applaudenti all’atterraggio è forse un po’ troppo.
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– La cultura del merchandising sportivo nei paesi angosassoni è fantastica. Per intuirlo, rimando al negozio nella zona imbarchi dell’aeroporto di Dublino. Personalmente ho comprato la maglia vintage celebrativa della vittoria del Manchester United in FA Cup del 1983. Notevole.
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– Probabilmente sono abituato bene, ma la varietà gastronomica irlandese mi è apparsa abbastanza limitata (carne, patate, salmone). Da segnalare il Frankies Bar & Grill, il ristorante di Frankie Dettori. Ma è in realtà una catena internazionale con contaminazioni italiane (la mozzarella ad esempio è proprio mozzarella e il caffè assolutamente bevibile…).
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– La guida a destra fa sempre un certo effetto.
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