FLA-FLU

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In queste serate natalizie di palinsesti televisivi ridotti, è ancora più bello perdersi nello zapping satellitare alla ricerca di qualche chicca. Ieri sera – in realtà era notte fonda – su ESPN Classic (la concorrenza) bella puntata del programma dedicato alle grandi sfide calcistiche in giro per il mondo. Ieri sera, appunto, si parlava – dopo un approfondimento tra le sfide tra Ayax e Feyenord in Olanda – del derby di Rio tra Flamengo e Fluminense, che ho scoperto essere conosciuto dai tifosi come il FLA-FLU.
Ancora una volta, comunque, non è venuta meno la regola secondo la quale dietro una rivalità sportiva c’è sempre una rivalità ben pià profonda. In questo caso una rivalità sociale tra la squadra del popolo e delle favelas (Flamengo) e la squadra dell’elite di Rio (Fluminense). La domanda che si intuiva era: lo sport depotenzia un contrasto (sociale, politico, geografico,…) riducendolo a semplice rivalità sportiva (e quindi saltuari episodi di violenza sono il “meno peggio” che possa capitare) oppure lo sport esasperato rappresenta il luogo ideale perchè queste rivalità latenti possano trovare espressione rovinando lo sport stesso?
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