SEMPLICEMENTE UN REGALO

Ieri sera, in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale dell’anno, il Sindaco ed io abbiamo regalato ai 20 Consiglieri di maggioranza e opposizione, una chiavetta usb insieme ad un biglietto d’auguri per il Natale stampato internamente. E’ ovviamente un pensiero molto semplice ma che riprende uno spunto emerso proprio dai consiglieri di opposizione in uno dei consigli comunali dedicati al PGT sul fatto che la disponibilità di una chiavetta usb avrebbe permesso di accedere più agilmente ai documenti necessari al dibattito in aula, in quell’occasione e ovviamente per il futuro. Nella semplicità del regalo speravo si leggesse anche un’attenzione positiva sia nei confronti delle richieste dei consiglieri, sia del loro lavoro.
Sempre nel Consiglio Comunale di ieri sera, all’interno del suo intervento in merito al Bilancio Previsionale 2011, il Consigliere Gargantini ha espresso la sua delusione per questo regalo, dicendo di aspettarsi in realtà una chiave per una connessione internet wifi per tutti i consiglieri, quella sì vero segno di innovazione.

Siccome se me lo dice il Garga al bar un po’ ci rimango male ma va bene così perché ci conosciamo da 30 anni, se me lo dice il Consigliere Gargantini in una occasione pubblica con una diretta radiofonica in un discorso fatto di ripetute considerazioni negative sull’operato dell’Amministrazione, ci tengo ad esprimere il rispetto per il suo commento ma anche lo stupore per l’ineleganza della sua presa di posizione per un regalo. E sempre perché ci ho letto in questo intervento – ma qui potrebbe essere mia la sensazione sbagliata, dovuta al fatto che la discussione di ieri sera in Consiglio ha toccato spesso il tema della scarsità delle risorse pubbliche e la necessità di non sprecarle – una sottintesa accusa per l’inutilità del regalo e il conseguente spreco di soldi, ci tengo allora a sottolineare che il costo delle chiavette è stato interamente sostenuto dal Sindaco e da me, senza quindi gravare sulle casse comunali.
Un regalo, nulla più, da accettare e per cui, eventualmente, ringraziare.
Un gesto forse troppo dirompente nella sua semplicità.

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