A PROPOSITO DI TIA A CERNUSCO

Dovevo un chiarimento all’Unione Commercianti che mi ha chiesto delucidazioni sulle nuove modalità di applicazione della TIA a Cernusco. Ho scritto loro, ne parleremo anche martedì sera nel nostro periodico incontro di aggiornamento, qui in breve la spiegazione in 3 punti (grazie all’Ufficio Tributi per la consulenza).

1. La TIA è calcolata sulla base di coefficienti di produzione kg/m2 stabiliti per legge dal DPR 158/99: in questo DPR le unità produttive vengono suddividse in 30 categorie merceologiche e per ciascuna è indicato un coefficiente minimo e un coefficiente massimo entro il quale ogni Comune deve stare nell’applicare la TIA.

2. Nel 2006 – anno di passaggio da Tarsu a Tia – a Cernusco venne deciso di applicare a tutte le 30 categorie il coefficiente massimo, ad eccezione di 3 categorie (categoria 22: ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub; categoria 24: bar, caffè, pasticcerie; categoria 27: ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio) alle quali fu applicatga l’aliquota minima. Mi è stato spiegato che questa scelta fu dovuta alla volontà di non fare impattare in maniera troppo forte il passaggio da Tarsu a Tia a queste 3 categorie in questione.

3. Dopo 5 anni è sembrato corretto riequilibrare la situazione, procedendo all’applicazione per tutti di una tariffa media, in modo che ogni categoria merceologica contribuisca in maniera proporzionale al pagamento della TIA. Le eccezioni sono quattro: – categoria 1 (musei, biblioteche, scuole, associazioni,luoghi di culto) e categoria 4 (campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi), ai quali è stata applicata l’aliquota minima (grandi spazi, pochi rifiuti); – categoria 16 (banchi di mercato beni durevoli) e catgegoria 29 (banchi di mercato genere alimentari), ai quali è stata mantenuta la tariffa massima (piccoli spazi, molti rifiuti).

Qual’è stato l’impatto di queste variazioni sul tessuto produttivo e commerciale della città? Secondo lo studio dell’Ufficio, hanno visto aumentare la propira TIA 103 utenti su 1.703 soggetti a questa tassa, pari al 6%. Per tutti gli altri (1.600 soggetti, pari al 94%) l’aliquota è rimasta invariata o è diminuita.

L’Ufficio Tributi è comunque a disposizione per qualsiasi ulteriore chierimento e per approfondire casi specifici.

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