NELLA TERRA DELLE PAROLE IN LIBERTA’

In campagna elettorale personale permanente, anche nell’ultima intervista a In Folio dello scorso venerdì il Consigliere Gargantini spende più tempo nel dare consigli non richiesti al mondo intero (spiegando tra l’altro che il suo voto al M5S alle ultime elezioni altro non era che un atto meditato per costringere Beppe Grillo ad uscire allo scoperto) piuttosto che chiarire le contraddizioni di casa propria.
Un colpo al PD Cernuschese, l’“impero del male” di ogni scelta (per lui sbagliata) di questa amministrazione; il consueto inutile tentativo di dividere una maggioranza di centrosinistra invece coesa; per la prima volta un forte ridimensionamento al M5S, pericoloso avversario in ascesa nel posizionamento di politico “duro e puro”; una pacca sulla spalla di compatimento agli altri compagni di viaggio dell’opposizione, davvero assenti visto che solo lui (a suo dire) rappresenta l’unica spina nel fianco di questa maggioranza, con solo un buffetto al giovane e per questo non pericoloso consigliere leghista. E via così, ancora una volta nella terra delle parole in libertà dove è possibile dire tutto e il suo contrario.
E’ possibile, ad esempio, presentarsi come l’esperto dello sport e della partecipazione, salvo poi essere quello che ha eletto un rappresentante dell’opposizione in Consulta dello Sport e lo ha sfiduciato esplicitamente nel giro di 6 mesi, comunque sempre solo a parole, perché i Direttivi si susseguono mese dopo mese ma il rappresentante è sempre lì, assente al suo posto.
E’ possibile dare lezione di scuola pubblica e regolamenti, senza però riuscire a trovare una sintesi sul tema nemmeno all’interno della propria formazione. Non sempre un fine direttore d’orchestra riesce ad accordare tutti gli strumenti dei suoi musicisti.
E’ possibile, ancora, accusare il Presidente del Consiglio Comunale di scarsa flessibilità per non aver accettato un’interrogazione di Persona e città a norma del nuovo regolamento, omettendo di dire che la stessa era stata presentata con un ritardo di 3 giorni, solo 24 ore prima del Consiglio Comunale.
E’ possibile, ultimo spunto in termini di tempo, presentare un emendamento in Consiglio Comunale la scorsa settimana sull’esigenza di garantire la completa separazione tra il ruolo dei politici locali e quello dei membri dei direttivi della associazioni cittadine iscritte al registro comunale, perché sarebbe uno scandalo che controllori e controllati possano sovrapporsi in uno stesso ruolo. Ma proprio l’associazione Persona e Città, la sua, ha addirittura istituzionalizzato in un articolo del proprio statuto questo rapporto: “L’organo di direzione dell’Associazione è il Direttivo, costituito da un massimo di nove e da non meno di cinque membri più i soci eletti nel consiglio comunale”. Il socio è proprio lui, il Consigliere Gargantini. Personalmente non lo trovo uno scandalo, ma conoscendolo immagino abbia scelto di non iscrivere la sua Associazione al registro del Comune rinunciando fin dall’inizio all’uso gratuito della biblioteca in caso di qualche mostra o evento.
Per quanto riguarda il passaggio dell’intervista a cui fa riferimento a me, tengo a precisare che in merito a quello che penso vale quello che dico e quello che faccio, non quello che il Consigliere Gargantini crede o s’immagina di sapere. Sulla pretesa che io debba dare il massimo, beh, diciamo che ho l’abitudine di rispondere alla mia coscienza. Si rilassi il Consigliere Gargantini. L’Eletto esiste, ma non è lui.

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