#OPENDATA SU 10 ANNI DI RACCOLTA RIFIUTI

I numeri della raccolta rifiuti a Cernusco per l’anno 2013 sono stati elaborati e chiusi da Cernusco Verde nell’ultima settimana di Gennaio. Il report analitico in formato excel con i dati 2013 e con la storicità degli anni precedenti a partire dal 2004 sarà online sul sito del Comune domattina (in questa sezione dedicata dell’Ufficio Ecoogia). Una modalità open data, questa, che vorremmo rendere una consuetudine annuale per condividere con tutta la città riflessioni, impegno e prospettive su questa tematica.
Alcune considerazioni.
I dati della raccolta differenziata a Cernusco per l’anno passato confermano un buon risultato, sia quantitativo che qualitativo, ma ancora una volta costante, anzi in leggera decrescita.
In termini complessivi, Cernusco Verde ha raccolto nell’ultimo anno 15.700,76 tonnellate (ton) di rifiuti, con un dato medio di 483,10 kg/abxa di poco sotto a quanto fatto registrare mediamente dai 134 Comuni della Provincia di Milano pari a 484,90 kg/abxa (fonte: Rapporto sullo stato di fatto della gestione dei rifiuti urbani, Provincia di Milano, Marzo 2013).
Decisamente migliore a favore di Cernusco, invece, il rapporto “Rsu Secco Indiffrenziato vs Differenziata”. Se nella nostra città la raccolta differenziata si è infatti attestata al 64,8%, il dato medio della Provincia di Milano è di 47,1%. Solo nei Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti il dato medio si è attestato sui livelli alti di Cernusco con il 65,1%; solo 13 Comuni (pari al 2,3% dei 134 totali) hanno una raccolta differenziata superiore al 70%; e mediamente, i Comuni con una popolazione compresa tra i 20.000 e i 40.000 abitanti esprimono una raccolta differenziata del 57,4% (fonte: Rapporto sullo stato di fatto della gestione dei rifiuti urbani, Provincia di Milano, Marzo 2013).
Confrontando la serie storica di questi due indicatori nella nostra città appaiono chiari due fenomeni.
Il primo riguarda la progressiva diminuzione di rifiuti procapite prodotti, passati da 580 kg/abxa a 483,10 kg/abxa (il dato più basso del decennio): un dato, questo, in aumento fino al 2007 (600 kg/abxa) e poi in costante decremento, con una decisa accelerazione al ribasso – complice anche la crisi che ha spinto ciascuno di noi a comportamenti più sobri – negli ultimi due anni. Tra l’altro, 25,57 kg di rifiuti in meno a persona nell’ultimo anno sono pari a circa 16 kg di CO2 non emessa: in pratica è come se ciascun Cernuschese avesse virtualmente piantato 1 albero e l’intera città oltre 32.000 alberi, con un risparmio di emissione di oltre 500 tonnellate di CO2.
Il secondo riguarda il dato costante – se non in leggera decrescita – della raccolta differenziata, che dopo la crescita costante dal 57,03% del 2004 al 66,12% del 2011 è regredita al 64,8% nel 2013. Una raccolta peraltro molto buona in termini qualitativi: un dato che non si evince dalla tabella ma che è confermato da Cernusco Verde è quello dell’inserimento in “Fascia 1” dei nostri rifiuti differenziati da parte dei vari consorzi (è la fascia migliore e quella remunerata a prezzi più alti), segno di una sensibilità ambientale elevata in larga parte della popolazione. Basti pensare, ad esempio, che appartenere alla Fascia 1 significa avere una raccolta di imballaggi in acciaio con frazioni estranee inferiori al 5%, oppure una raccolta di imballaggi di carta e cartone con frazioni estranee inferiori al 3%. Rispetto all’invarianza del dato di raccolta differenziata negli ultimi anni, la sensazione (supportata anche dall’esperienza di altri Comuni) è che Cernusco abbia raggiunto il livello massimo di differenziazione dato il sistema di raccolta attuale. Potrà crescere ancora un poco e raggiungere il 70% grazie alle campagne di sensibilizzazione e all’applicazione puntuale – come stiamo facendo – del regolamento comunale di raccolta rifiuti, ma mai procedere ad un sensibile incremento.
L’accesso in formula “open data” ai numeri della raccolta permetterà a ciascuno di incrociare dati e sviluppare ulteriori analisi. Ce ne permettiamo un’ultima e riguarda la lettura dell’attuale crisi economica nei numeri della raccolta rifiuti. Dei chilogrammi procapite di rifiuti prodotti abbiamo già detto; significativi anche i dati di raccolta di apparecchiature elettroniche (-22,2%), frigoriferi (-15,3%) e abbigliamento (-28,3%), segno di una frenata nell’acquisto di nuovi prodotti.

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