QUELLO CHE GIA’ SIAMO E QUELLO CHE POTREMMO ANCOR PIU’ ESSERE


Sarà stato quel tramonto di tarda primavera, che allungava le ombre del giardino e del portico di Villa Greppi come in un pomeriggio di qualche secolo fa.

Saranno state quelle belle foto di musicisti ed emozioni, esposte in quell’artistico ordine da mostra vera che a vederlo, beh, non poteva che essere esattamente così.

Sarà stata quella buona musica dal vivo, nell’aria, tra le parole.

Saranno stati quei volti incontrati per la prima volta, venuti soprattutto da Milano e capaci di vedere e raccontare sopresi di una bella città, Cernusco sul Naviglio, scoperta camminando solo per poco, in centro.

Saranno state quelle idee nuove che da un po’ rimbalzano e affiorano in una expottimista Milano, in cui mi imbatto sempre più spesso per lavoro e che Cernusco, con eventi come questo, riesce ad intercettare insieme alle persone che le hanno in testa, proponendosi come comunità arricchente della Città Metropolitana e arricchendosene a sua volta.

Saranno stati i commercianti Cernuschesi di Valore in Comune mischiati tra la folla, sostenitori di quell’idea vincente alla base anche di questo evento, secondo la quale relazioni e socialità creano un valore, per la città e per la propria attività, ben più grande di una solitaria promozione di un singolo negozio.

Sarà stato un po’ per tutto questo, ma la mostra fotografica Jazz Portraits di Walter Miglio ha già dato un senso davvero particolare, probabilmente proprio quello che speravamo, a questa settimana di Cernusco Jazz Expo Edition, indicandoci quello che già siamo e quello che potremmo ancor più essere.

Venerdì, sabato e domenica arrivano Gianluca Petrella, Paolo Tomelleri e Sheila Jordan.

Quello che già siamo e quello che potremmo ancor più essere.

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