DA DOMANI LE PORTE DELLA CAPPELLA DI VILLA ALARI SI APRONO SULLA CITTA’

Tra le mille emozioni di questi primi mesi da Sindaco di Cernusco sul Naviglio, domani vivrò anche quella di riconsegnare alla città la Cappella Gentilizia di Villa Alari restaurata: lo farò nel modo più semplice e simbolico, aprendo la porta che da via Cavour dà accesso alla cappella e accogliendo i 20 Cernuschesi che si sono iscritti alla visita guidata delle 9,30, la prima di quelle in programma per tutte le giornate di sabato e domenica.

Sono già più di 320 le prenotazioni per questo weekend e ancora pochi i posti disponibili per le visite organizzate dall’Assessore alla Cultura Mariangela Mariani e dal Consigliere Gianni Cervellera insieme ai volontari del FAI, a esponenti del mondo culturale cernuschese e agli studenti liceali dell’ITSOS, con il contributo di quattro giovani musicisti.
Era il 1702 quando Giacinto Alari acquistava un terreno che si affacciava sul Naviglio per costruire la sua villa: sull’attuale via Cavour ve n’erano già altre, ma la sua doveva essere la più bella perché, grazie a essa, voleva conseguire il titolo nobiliare. Per questo, affidò il progetto all’architetto romano Giovanni Ruggeri, che con la sua ottima squadra di pittori e artigiani avrebbe completato l’opera in poco più di un decennio.
L’ultimo lavoro fu proprio la Cappella, realizzata tra il 1721 e il 1725 e consacrata il 27 Settembre 1725.
 
Voluta dal conte Alari per rispetto della tradizione, la Cappella non è situata nel cuore della villa, come consuetudine: la sua collocazione periferica risulta luogo di connessione tra i proprietari e la città, quasi che nella dimensione religiosa nobili e popolo potessero ritrovarsi, pur se fisicamente separati.
La Cappella è composta da due corpi: quello più ampio a forma ottagonale ad uso dei fedeli è sovrastato da una cupola ellittica sulla quale è raffigurata la gloria di San Giacinto, affrescata da Francesco Fabbrica. Il secondo corpo, molto più piccolo, separato da una balaustra in marmo policromo, contiene l’altare per le celebrazioni.
 
Sull’altare vi è la tela di Isidoro Bianchi del 1729, per un anno custodita nell’ufficio del sindaco in Villa Greppi (come appare “vuoto” ora…) proprio in attesa che finissero i lavori di restauro della cappella: davanti alla Vergine l’omaggio di Santa Teresa e San Giacinto. La piccola cupola ellittica è ornata di stucchi dorati. Sulla sinistra si apre un piccolo vano adibito a sacrestia. Sulle pareti laterali matronei con grate utilizzate dai nobili per assistere alle celebrazioni.
La Cappella è stata interessata da un doppio restauro: la tela d’altare, già mostrata al pubblico in occasione della Fiera di San Giuseppe dello scorso anno; la sistemazione del tetto, degli interni e degli affreschi della Cappella, terminati lo scorso mese.
Il restauro è stato di tipo conservativo, senza ritocchi delle parti mancanti e perdute sia del colore, sia degli stucchi. E’ stata anche installata una nuova illuminazione che permetterà di poter fruire al meglio le opere d’arte.


Questo restauro della Cappella è il primo che si compie dei lavori compresi nell’accordo di programma sottoscritto l’11 Ottobre 2016 dal Sindaco di Cernusco sul Naviglio in carica allora, Eugenio Comincini, e dal Governatore di Regione Lombardia anch’egli in carica allora, Roberto Maroni, con il finanziamento di 1 milione di euro da parte dell’Amministrazione Comunale e quello, quasi equivalente, della Regione: gli altri due interventi riguardano il parco, la cui riconsegna è prevista per la prossima estate, e la villa, con il rifacimento del tetto e delle facciate e con consegna prevista per la fine dell’Ottobre 2018.

Un ringraziamento va davvero ai tecnici comunali e ai restauratori per il lavoro fatto con professionalità e passione: la bellezza del risultato è in queste foto che ho scattato oggi, ma lo sarà ancor di più da domani quando tutti potranno godere di persona di questo bene storico di Cernusco sul Naviglio.
Riprende vita un luogo di incredibile prestigio e richiamo: davvero la nostra storia, quando diventa condivisa come un bene culturale che viene riconsegnato alla città, è bellezza su cui costruire il futuro della nostra comunità.

 

 
 

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