UN VIAGGIO CHE CONTINUA CON ENTUSIASMO

Lo scorso 10 novembre, lo avevo scritto, il Consiglio Comunale aveva respinto il Documento Unico di Programmazione 2022/24 per i voti decisivi contrari di quattro consiglieri di maggioranza (Giordano Marchetti e Chiara Beniamino di Vivere Cernusco e con una dichiarazione di voto unitaria per tutto il gruppo; Maurizio Rosci e Manuela Longoni del Pd) che si erano uniti a quelli di Lega, Forza Italia, M5S e La Città in comune – Sinistra per Cernusco.

Un voto, quello dei quattro consiglieri di maggioranza, che mi aveva sorpreso perché quell’identico documento era stato preventivamente validato dalle segreterie di PD e Vivere Cernusco, approvato a settembre dalla Giunta all’unanimità (quindi anche dagli assessori rappresentanti le forze politiche di maggioranza) e nel mese di tempo a disposizione in cui presentare suggerimenti, emendamenti e proposte, nulla era pervenuto da nessuno. Sotto le motivazioni di contenuto, l’impressione che ce ne fossero di politiche e che il voto contro un documento di programmazione fosse solo il modo, a mio avviso disarticolato e irrispettoso della città, per esprimerle.

Avevo così deciso, anche questo lo avevo raccontato, di sospendere le deleghe ai due Assessori di Vivere Cernusco, Daniele Restelli e Mariangela Mariani, per una verifica sulla fiducia.

La verifica c’è stata. In settimana un comunicato di due consiglieri di Vivere Cernusco, Debora Comito e Gianni Cervellera, hanno espresso la loro volontà di uscire dal gruppo politico per proseguire il lavoro portato avanti per questi quattro anni e mezzo insieme; con loro il Vicesindaco Daniele Restelli, a cui ho riassegnato questa mattina le deleghe precedentemente sospese. A loro va il mio ringraziamento per una scelta di continuità con il percorso iniziato nel giugno 2017 dopo le primarie che mi avevano indicato come candidato sindaco, passato per l’appuntamento elettorale che ci aveva visto vincere insieme e poi ancora attraverso il governo della città. Sintesi dopo sintesi, voto dopo voto, insieme a tutta la coalizione. E ora rilanciando con uno sguardo più avanti.

In un altro comunicato, Vivere Cernusco ha invece dichiarato di voler lavorare ‘perché un’alternativa possibile si concretizzi’; nel comunicato non ci sono riferimenti ai contenuti del Dup a cui era stato espresso un voto contrario. Questa mattina ho incontrato anche l’assessore Mariangela Mariani: dopo averne ascoltato le posizioni non ho potuto far altro, con grande rammarico, che revocare definitivamente le deleghe alla luce del venir meno di una naturale solidarietà politica. A Lei va il mio ringraziamento per questi anni condivisi di amministrazione: nelle sue mani avevo posto alcuni dei beni più preziosi della città come la cultura e le nostre associazioni e il livello delle proposte che ciascuno ha colto in questi anni partecipando ai vari eventi è il frutto del suo lavoro. Nei prossimi giorni valuterò a chi e in che modo assegnare le deleghe.

E adesso? Dopo quasi cinque anni al governo della nostra città, l’anno prossimo sarà tempo di tornare dai cernuschesi per chiedere loro se vorranno rinnovare la loro fiducia nei miei confronti (l’ho detto a maggio, sono della partita) e del centrosinistra, con il Partito Democratico di cui faccio parte, con chi ha già scelto nelle scorse settimane e in questi giorni in particolare di esserci e con chi saremo in grado di coinvolgere o ri-coinvolgere nei prossimi mesi.

Vorrei farlo con persone e realtà politiche che prima di tutto intendono la politica partendo da valori irrinunciabili: la scelta del campo europeo, democratico e dell’antifascismo; la convinzione della centralità della persona, di ogni persona; l’impegno per uno sviluppo nel rispetto dell’ambiente; la ricerca di una equità sociale. Certamente ne è escluso il centrodestra, a cui essere alternativi, e quelle formazioni politiche che si sono espresse in modo inequivocabile sul ristretto perimetro politico identitario in cui si pongono.

Sono consapevole che la realtà di oggi è estremamente complessa per una lettura eccessivamente orizzontale della politica e penso che solo affrontandola in modo inclusivo e dialogante è possibile dare risposte adeguate a ciascuno. Con un impegno che non può che essere di servizio e di passione per la nostra città e per le persone che la abitano, di trasparenza nelle scelte amministrative e di sguardo convinto verso il futuro, senza rimpianti per un mondo che è stato. Un cernuschese su quattro vive a Cernusco sul Naviglio da meno di cinque anni e con la sua famiglia ha scelto la nostra città per come l’ha ricevuta da chi, abitandola o governandola, l’ha conservata e sviluppata. Una scelta compiuta senza nostalgia e invece con grande fiducia. Non c’è nessun tema di rottamazione quanto piuttosto di rigenerazione. A Cernusco sul Naviglio ci sono tante competenze più o meno coinvolte, da attivare e da valorizzare, senza chiuderci in noi stessi. In nessun altro posto come in una città è possibile trovare punti di convergenza sulle cose concrete.

Prima di tutto c’è da guidare la nostra comunità in questa fase non ancora terminata di pandemia e poi nel post Covid, consapevoli dei valori e delle capacità che abbiamo dimostrato e nella certezza di essere in grado di tradurli in azioni concrete.

Il Giro d’Italia sulle strade di Cernusco sul Naviglio in un anno da Città Europea dello Sport; il Centro Vaccinale nell’Hub della Filanda che da otto mesi ha alimentato la ripartenza dell’intera Martesana; l’imminente abbattimento del mai terminato Albergo Melghera dopo 30 anni di abbandono per lasciare spazio a verde, nuovi servizi e residenze. Siamo quelli che nei giorni della pandemia sono risusciti ad essere al fianco dei cernuschesi, ma siamo anche quelli capaci di immaginare in grande cose che non sono state mai e di realizzarle davvero. Nell’uno e nell’altro caso, mettendo in circolo (e solo grazie a) tutta la passione, la competenza e la generosità che i cittadini e le associazioni della nostra città hanno da sempre dimostrato e a cui ci rivolgiamo con enorme gratitudine. Molti ne possono parlare, noi abbiamo già dimostrato di poterlo realizzare.

Conosciamo le principali sfide e opportunità che ci stanno di fronte: la transizione ecologica da realizzare anche con un Pgt che vogliamo scrivere a consumo di suolo zero; i fondi del PNRR per sostenere una sanità prossima, una scuola d’eccellenza e l’abbattimento di ogni disuguaglianza; le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 come volano di attrazione e internazionalizzazione anche per il nostro territorio e il nostro commercio di vicinato.

Le affrontiamo guardando a Milano come esempio di città contemporanea e vogliamo essere protagonisti nel suo territorio metropolitano interpretandone lo stesso spirito aperto ma partendo dal nostro modo di essere già città di servizi e relazioni in 15 minuti, con impianti sportivi destinati ad accogliere decine di discipline, al fianco di ogni fragilità, in bici su ciclabili verso le scuole dei nostri figli, spettatori di eventi culturali d’eccellenza, correndo in spazi verdi pubblici moltiplicati per due rispetto alla media milanese e passeggiando tra gli oltre 100 esercizi commerciali del nostro centro storico. Poi ci sono anche le cose da migliorare, ma non siamo quelli che si tirano indietro.

Il viaggio verso una città che ci farà stare bene anche tra cinque, dieci, vent’anni, non si ferma ma anzi prosegue in modo convinto e con rinnovato entusiasmo.

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