IL PIANO DI DIRITTO ALLO STUDIO 2021/22 E ALTRE RIFLESSIONI SULLA SCUOLA

 

E’ stato approvato lunedì sera in Consiglio Comunale il Piano di Diritto allo Studio (PDS) 2021/22, l’ultimo di questa consigliatura, con i voti favorevoli di tutti gli 11 consiglieri del Pd, i 2 di Cernusco Possibile e dei Consiglieri civici Claudio Gargantini e Gianluigi Frigerio; contrari le consigliere Rita Zecchini e Monica Tamburrini (La Città in Comune – Sinistra per Cernusco); astenuti tutti gli altri.

Premessa. Il mondo della scuola è nelle mani prima di tutto di ci lavora e di chi la vive ogni giorno: i dirigenti, gli insegnanti, gli studenti, le loro famiglie. Sono loro che la rendono viva e sono loro che dobbiamo ringraziare prima di tutto per il loro impegno. 

Il Comune, l’ho visto chiaramente in questi anni, fa però una parte altrettanto importante al loro fianco, per quanto è di propria competenza, e questo piano di diritto allo studio credo ne sia la dimostrazione; un piano di cui essere anche quest’anno molto orgogliosi, perché attraverso le scelte dell’Amministrazione Comunale espresse poi con l’azione dell’Assessore all’Istruzione, Nico Acampora, manifesta l’attenzione di tutta la nostra comunità per le ragazze e i ragazzi ed il loro cammino di crescita nella conoscenza. Sono oggi 3.432 gli studenti che frequentano le scuole statali dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado a Cernusco sul Naviglio, a cui si aggiungono 930 studenti delle scuole paritarie. Un numero significativo e la cui gestione segna inevitabilmente la vita di un’intera città.

Come ogni ambito della nostra vita, anche per la scuola questi cinque anni possono essere riletti in un prima e un dopo la pandemia, evento imprevedibile che ha inciso profondamente sulla vita di ciascuno e chi lo nega sa di non dire la verità. In alcuni casi il covid ha cambiato priorità e quindi programmi, in altri li ha rafforzati perché utili ad affrontarla: leggere i tempi non è stato semplice per nessuno. Questo Piano di Diritto allo Studio certifica una volta di più le scelte fatte e le consegna anche per il futuro come elementi da cui non prescindere per mantenere alta la qualità dell’offerta formativa a Cernusco sul Naviglio.

Le riconduco a quattro capisaldi.

Servizi scolastici a misura di famiglia

Pre e post scuola, mensa, educatori per servizi a studenti con disabilità, trasporto scolastico, centri estivi. Intorno al cuore della scuola inteso come didattica, ci sono servizi che impattano sulla qualità della vita delle famiglie (lo sapevamo già): la pandemia, con le sue nuove regole per grandi e piccoli, ha dimostrato ancor di più quanto fossero fondamentali.

Prima della pandemia il cammino che avevamo intrapreso era quello di rendere questi servizi più adatti ai tempi delle famiglie. Un esempio era stato il prolungamento e la rimodulazione del dopo scuola primaria, tema sul tavolo da tempo e mai risolto, andando incontro alle esigenze dei genitori-lavoratori: una scelta che aveva contribuito a incrementare gli iscritti dai 47 del 2017/18 ai 144 del 2019/20. Oppure un altro esempio erano stati i centri estivi, ripensati nell’offerta e per questo passati da 367 iscritti nel 2017 (primaria e materna) ai 680 dell’estate 2019.

Dopo l’anno 2020/21 completamente stravolto dalla pandemia, la volontà è stata quest’anno quella di ripartire garantendo comunque tutti i servizi, nel rispetto delle varie normative in vigore, ovviamente con sforzi e costi aggiuntivi e capienze limitate ma certo utili a rispondere alle confermate esigenze delle famiglie: per i due esempi di prima, 106 gli iscritti al dopo scuola primaria, 406 i partecipanti all’ultimo centro estivo. La direzione è quella giusta.

In una città scelta dalle famiglie come Cernusco sul Naviglio, una strada da continuare a percorrere e da migliorare passo passo nei prossimi anni.

Nessuno deve rimanere indietro

Fin dalla prima giunta, su questo tema ci eravamo dati un obiettivo ambizioso: avere tutti gli educatori in servizio già dal primo giorno di scuola, per tutte le ore necessarie, da affiancare ad ogni studente con necessità di un servizio di assistenza educativa specialistica, a prescindere dal loro numero. Venivamo da una situazione che nel 2016/17 prevedeva 79 studenti per complessive 19.462 ore ed una spesa di 381.455 euro; per l’anno in corso 2021/22 sono saliti a 140 gli studenti certificati per complessive 34.902 ore e 695.247 euro di spesa. Un incremento di ore e di spesa di circa l’80%, interamente coperti. 

Ci tengo anche a ricordare che nel contesto dell’emergenza sanitaria che ha segnato anche la partenza di quest’anno, il servizio di assistenza educativa specialistica è stato organizzato, superando le molteplici difficoltà, in modo da poter essere eventualmente commutato in servizio educativo a distanza, qualora le esigenze di contenimento della pandemia avrebbero imposto a livello normativo l’attivazione della didattica digitale integrata.

In una città che vuole crescere senza lasciare indietro nessuno ci sono attenzioni che non si possono trascurare.

La qualità degli spazi

Avevo iniziato il mandato inaugurando nel Settembre 2017 il nuovo polo scolastico alla presenza dell’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni: una scelta fatta dall’amministrazione precedente del sindaco Eugenio Comincini, di cui anche io facevo parte, spiegata prima di tutto dalla necessità di spazi aggiuntivi per una popolazione scolastica in crescita. Non solo. C’era anche la volontà di realizzare un luogo bello, sicuro e all’avanguardia perché attento all’ambiente dove studiare e crescere. Abbiamo proseguito su questa strada con gli investimenti sulle strutture scolastiche della città esistenti e se rileggo i cinque Piani di Diritto allo Studio di questi anni, posso mettere una spunta verde su molte opere con le quali, realizzandole, abbiamo reso migliore l’esperienza a scuola degli studenti:

ü  il completamento del nido e della materna nel nuovo Polo Scolastico;

ü  la mensa spostata dal seminterrato al primo piano in via Manzoni e, sempre in quel plesso, tutti i bagni rifatti (il prossimo lavoro è quello di trasformare gli spazi lasciati liberi dalla mensa in laboratori: non è vero che non c’è un progetto sugli spazi interni della scuola Manzoni, lo ripetiamo da anni);

ü  i nuovi giochi negli spazi all’aperto delle scuole materne di via Dante e di via Don Milani e, in quest’ultima, anche il rifacimento degli spazi sportivi;

ü  il rifacimento dell’Auditorium ‘Paolo Maggioni’ nel plesso di via Don Milani, sia in chiave di sicurezza, sia per migliorare l’esperienza delle classi musicali;


ü gli interventi in tutti gli spazi di piazza Unità d’Italia per l’aggiornamento del Certificato Prevenzione Incendi;

ü  gli interventi al primo piano di via Mosè Bianchi per consolidare i controsoffitti;

ü e poi tutti gli interventi puntuali di manutenzione e acquisto arredi secondo le esigenze della scuola che si sono via via succeduti ogni estate, compresi i nuovi strumenti per la classe musicale.

Ah, e senza dimenticare quell’incredibile estate del 2020, quando per rispettare i nuovi parametri tracciati dal governo per garantire un rientro a scuola in sicurezza abbiamo allargato aule, tracciato vialetti d’ingresso e creato nuovi accessi alle scuole per garantire i giusti distanziamenti.

Come ho raccontato anche ieri sera, sul tema dei numeri e della qualità degli spazi, una scelta che ci sta davanti è quella sulla nuova scuola media: uno studio commissionato dal Comune al PIM sulla sua necessità ci dirà a breve se la previsione fatta dalla precedente giunta era corretta e, nel caso, dove realizzarla per rafforzare l’idea di una scuola di prossimità (non dico in 15 minuti perché probabilmente qui a Cernusco il tempo degli spostamenti è anche inferiore).

Insieme a questa decisione andrà presa – passando dal Provveditorato – quella sul dimensionamento scolastico degli istituti comprensivi, oggi eccessivamente affollati di alunni e che dovranno essere portati da due a tre. La dimensione ideale è compresa tra i 600 e i 1000 studenti, i nostri ne hanno 1.807 (IC Margherita Hack) e 1.625 (IC Rita Levi Montalcini). Una scelta non tanto sul percorrere o meno questa direzione quanto del modo in cui ridisegnare conseguentemente i bacini. E poi, la ristrutturazione dell’esterno della scuola di via Manzoni, rispetto ai cui interventi stiamo lavorando per ottenere i fondi statali  per la riqualificazione degli edifici scolastici.

I dettagli che fanno la differenza

Siccome ‘fare’ rimane una delle cose più belle (e oggettive) che esistano nel mestiere dell’amministratore locale, ascoltando lunedì sera gli interventi dei consiglieri, pensavo a quelle cose che cinque anni fa non c’erano e che ora ci sono e sono normalità grazie alle scelte che abbiamo fatto interpretando nuovi bisogni, in sintonia con un’idea di città chiara, lavorando su dettagli di un bellissimo quadro esistente.

Dico subito una cosa che quest’anno non c’è più ed è il servizio del Variopinto. Mi dispiace e ha la sua causa nel venir meno dell’esperienza all’interno della Filanda (nel frattempo trasformata in centro vaccinale). Non abbiamo avuto la forza di riprogettarlo ma, per quanto mi riguarda, è solo un arrivederci.

Queste sono invece le azioni che siamo riusciti a fare (e so che l’elenco non è esauriente) o che sono già impostate per la loro realizzazione:

ü  La realizzazione di due ciclabili, quella su via Adua rispetto alla scuola di via Manzoni (e un po’ più in là a quella di piazza Unità d’Italia) e quella di via Don Mazzolari verso il plesso di via Don Milani, che hanno completato tutte le connessioni delle scuole cernuschesi alla rete ciclabile della città. A Cernusco sul Naviglio diventare grandi è anche andare in bicicletta a scuola, in sicurezza;

ü  Le infrastrutture digitali. Eravamo già al lavoro per offrire ad ogni plesso una connessione digitale, la pandemia ci ha chiesto di accelerare. Grazie alla fibra di Città Metropolitana e ai collegamenti realizzati in città le scuole cernushesi ora sono decisamente veloci;

ü  La sperimentazione delle classi digitali. Un progetto per cui il comune garantisce da 4 anni l’acquisto dei tablet ma che è stato possibile realizzare per la disponibilità della dirigenza e la professionalità degli insegnanti ad affrontare questa sfida in 5 classi della scuola media;

ü  Lo sportello dedicato ai disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Sul tema ‘non lasciamo indietro nessuno’, oltre 50 accessi nel 2019, prima della pandemia. Dopo il lockdown ha ripreso l’attività, nel novembre 2021;

ü  Il CCRR per tutti gli studenti. Un progetto lanciato dalla precedente amministrazione e che abbiamo allargato anche agli studenti della scuola paritaria Aurora-Bachelet. E siccome i giovani sono il nostro presente prima ancora che il nostro futuro, gli interventi agli eventi istituzionali del Giorno della Memoria, del 25 Aprile e del 4 novembre, al fianco del Sindaco;

ü  I progetti lanciati nel 2018/19 come il piano per la prevenzione del cyberbullismo e la formazione rivolta ai genitori 4.0, temi mai come oggi attuali;

ü La dote scuola. Una sperimentazione per sostenere economicamente gli alunni meritevoli di famiglie con ISEE bassi;

ü  Le aule natura. E’ un progetto che potrà vedere la luce il prossimo anno, anche ad accompagnare quell’attenzione all’ambiente che ben hanno espresso gli studenti nei loro Friday for Future.

Ps: I numeri

I numeri, quellidel bilancio, dicono che alla scuola viene dedicato ogni anno quasi l’11% della spesa corrente del Comune, ben oltre i 3 milioni di euro: nel 2017 era l’8,55%.

Questi i numeri del Piano di Diritto allo Studio 2021/22 (comprensivi di spesa corrente e investimenti):

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